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Chi scrive

Una cartografa, un rifugio bagnato e undici pagine di quaderno

Il diario ha una firma sola. Tanto vale sapere di chi è.

Mi chiamo Ilaria Serravalle, ho 37 anni, vivo a Torino in Vanchiglia sopra un negozio di ricambi per biciclette che apre alle sette e mezza e me ne accorgo tutte le mattine.

Di mestiere faccio la cartografa. Lavoro in via Bava per una società di sei persone che digitalizza sentieri: significa che passo le giornate a guardare curve di livello, a incrociare tracce GPS sbagliate e a litigare con un collega su quando un sentiero smette di essere un sentiero e diventa una traccia. È un lavoro che consiste quasi tutto nel decidere cosa vale la pena mettere sulla mappa e cosa no. Poi torno a casa e faccio la stessa cosa con i giochi.

Ottobre 2021, sopra Balme

Il diario è nato in un rifugio in Val d'Ala, sopra Balme, in un fine settimana di ottobre del 2021 che doveva essere di rilevamenti e invece è stato di pioggia. Due giorni chiusa dentro, la corrente che andava e veniva, e nello zaino un telefono al 40% con Don't Starve installato da mesi e mai aperto.

Sono morta la prima notte. Poi la seconda. Alla quarta partita ho preso il quaderno degli ospiti del rifugio, che era lì per le firme e i ringraziamenti, e ho iniziato a scrivere in fondo cosa mi aveva ucciso e perché. Il gestore mi ha vista e non ha detto niente. Quando sono tornata a Torino avevo undici pagine e un'idea abbastanza chiara: il modo giusto di raccontare questi giochi non è la scheda tecnica, è il registro. Data, cosa è successo, cosa ho capito. Come si fa con i sentieri.

Perché esiste questo sito

Perché quando cerco un gioco di sopravvivenza per telefono trovo due cose: liste di dieci titoli scritte da qualcuno che non li ha aperti, e recensioni entusiaste di gente che ci ha giocato due sere. Manca la terza settimana. La terza settimana è dove i giochi di sopravvivenza muoiono o diventano una cosa tua, ed è l'unica parte che mi interessa raccontare.

Da qui viene la misura strana che uso, i giorni sopravvissuti: quanti giorni di fila ho riaperto un gioco prima di smettere. Non è un voto sul gioco. È il numero più onesto che sono riuscita a trovare per dire quanto una cosa ti resta addosso. Come si calcola sta scritto nelle regole della spedizione, insieme a tutto il resto.

Cosa questo diario non fa

  • Non pubblica contenuti sponsorizzati e non accetta copie omaggio. Ho comprato i quattro giochi a pagamento con la mia carta, e i prezzi che leggete sono quelli che ho visto io.
  • Non guadagna se scaricate qualcosa. I link vanno alle pagine ufficiali di Google Play e App Store, senza codici di affiliazione attaccati.
  • Non aggiorna le classifiche ogni settimana per farvi tornare. Cinque voci, scritte fra marzo e maggio 2026. Le prossime quando ci saranno.
  • Non ospita file, versioni modificate o copie dei giochi. Non è quel tipo di sito e non lo sarà.

La cosa che è giusto sapere

Non gioco su iPhone. Il mio telefono è un Pixel 7a e tutto quello che scrivo di mio, di mano mia, è visto lì sopra. I numeri dell'App Store che trovate nelle voci (peso, prezzo, voto, lingue) arrivano dal listino ufficiale di Apple per l'Italia, controllati il 15 luglio 2026. Non me li invento e non fingo di aver toccato con mano quello che non ho toccato: quando la differenza fra le due piattaforme conta davvero, come nel caso di 60 Seconds! su iPhone, lo scrivo dentro la voce a lettere chiare.

Stessa regola sull'altro lato: Google Play non pubblica più il peso delle app sul web, quindi il peso Android nelle mie schede non c'è. Preferisco un dato mancante a un dato inventato.

Ilaria SerravalleTorino, giugno 2026 · [email protected]

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