Giorno01
· scritta di notte, cucina, con la moka fredda accanto
Don't Starve: Pocket Edition
Klei Entertainment · Vancouver, Canada · sopravvivenza pura
Cosa è successo
Sono morta di fame la prima notte. Non per un mostro, non per il buio: di fame, mentre raccoglievo bacche a tre passi da un coniglio che non sapevo si potesse prendere. Il gioco non me lo aveva detto. Non te lo dice mai. Alla quarta partita ho capito che le carote si vedono meglio all'alba, ho imparato a piantare la scienza vicino all'acqua, e da lì il telefono si è aperto su questo schermo ventidue giorni di fila. Il ventitreesimo ho avuto una riunione alle otto e non l'ho aperto. Il conteggio si è chiuso lì, come da regola, e mi è dispiaciuto sul serio.
Cosa ho capito
Che questo è il gioco a cui tutti gli altri della lista devono qualcosa, e che il porto per telefono non è una versione ridotta: è tutto il gioco base, comandi rifatti per il dito, con l'inverno che arriva davvero e ti trova impreparata anche la quinta volta. Klei vende il gioco una volta sola e poi sta zitta. Nessun timer, nessun pacchetto, nessuna finestra che si apre quando muori per proporti di ricominciare a pagamento. Nel 2026, per un titolo con un milione di installazioni su Google Play, è una posizione quasi ostinata.
Quello che non torna
Il voto su Google Play è 4,03 su quasi 48.000 recensioni, ed è il più basso di tutto il diario. È anche la cosa più ingiusta che ho trovato in tre mesi. Ho letto le recensioni negative una a una: quasi tutte parlano di blocchi all'avvio, schermate nere, salvataggi persi su modelli precisi. Parlano del telefono, non del gioco. Klei ha portato un titolo del 2013 su un parco Android enorme e non tutto quel parco lo regge. Sul mio Pixel 7a non si è mai piantato una volta; su un telefono di fascia bassa può essere un'altra storia, e chi ha scritto quelle recensioni ha pagato per non giocare. Il numero resta 4,03: non lo aggiusto io, lo spiego. Sull'App Store italiano lo stesso gioco sta a 4,37, ma su 81 voti soltanto: un campione piccolo, che va preso per quello che è. Il resto delle riserve è più banale: è solo in inglese, e sono 960 MB su iPhone.
Da dove viene
Nato nel 2013 da una game jam interna a Klei, studio di Vancouver che fino a quel momento faceva altro. Doveva essere un esperimento e ha venduto oltre un milione di copie nel primo anno, inventando di fatto il genere per come lo conosciamo. Il porto per telefono è arrivato nel 2015 su iOS e nel 2016 su Android, con la stessa scelta di allora: paghi una volta, hai tutto. Dieci anni dopo la posizione non è cambiata.